| Critiche |
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... Una finestra è il limite. E' un occhio sul mondo e un occhio sul sè. E' la zona dove l'artista è situato. Talvolta dentro, guardando gioiosamente il mondo fuori, abbagliato dalle sue forme e colori, o colpito dai suoi lati più drammatici; talvolta fuori, come occhio che indaga sè stesso. Ma questo è un sè visto allo specchio, ribaltato, frammentato, nascosto oltre il vetro. Ed ecco che emerge allora lo spettro colorato di sogni e memorie, connessioni e segnali che giungono improvvisamente e veloci come al risveglio da un sogno ... Paolo Piacentini porta l'osservatore dall'una o dall'altra parte del limite in un gioco continuo di sottili equilibri percettivi. ...
Come possono certe fasi espressive degli artisti, passare del tutto inosservate ed addirittura criticate. Questo è quello che parrebbe dover enunciare in sintesi per definire l'odierna arte di Paolo Piacentini. Vorrei però spingervi a soffermarvi sulla sua arte perchè in precedenti stagioni ha saputo dare e trasmettere qualcosa di interessante che colpiva. Si guardino così opere quali "Il politico e le palle", "Pensiero invernale" squisitamente ironiche e realistiche. Da rammentare che Paolo Piacentini è autodidatta. Ma ancora in opere come "Riflessi" e "Barche a vela all'orizzonte" vi era un tangibile riverbero, modulato da una più calda cromia a quella che era stata l'arte astratta dello statunitense artista astratto Louis Morris. Porrei poi per salvare l'attuale catastrofica resa, un'opera che definirei di passaggio, di preludio ovvero "Stato mentale" un'opera di scorrimento verso una dimensione astratto-informale. Mi permetto di avere delle forti riserve per la attuale fase si veda "Migrazione", "Fine di un sogno" che ritornano ad essere composizioni già affrontate, masticate e che non danno giustizia ai tasselli in precedenza esperimentati e raggiunti da Paolo Piacentini. VALERIA S.LOMBARDI Dott.ssa in Storia dell'arte contemporanea laureata c/o Università Statale di Milano
Paolo è un artista poliedrico, sui suoi siti www.artepaolo.net e www.artepaolo.splinder.com si possono trovare e vedere le sue creazioni, che si snodano fra arti plastiche, fotografie, tele e collages. Per questa mostra è stato scelto un percorso pittorico-fotografico, dove le fotografie inserite nelle piccole nicchie dell’Osteria vengono rese luminose da uno spiraglio che le dettaglia, o meglio le taglia in due fette, in uno yin e yang che rappresenta o tenta di farlo un senso alto, leggi del cielo e della terra, di ciò che è capibile e di ciò che è solo personalmente rappresentabile, e Paolo ha aperto i suoi occhi a molte rappresentazioni, visto che la percezione è poliedrica anche Paolo lo è. Fermarsi ad un solo punto di vista riduce inevitabilmente il raggio di indagine, soprattutto nell’arte, questa apertura non porta assolutamente alla superficialità della ricerca come può essere in altri campi di studio, l’essere poliedrico deve essere un’apertura, una raggiera che completa raggiunge la perfezione il cerchio. Riflessi è una tela che rimanda a molti artisti, a molte avanguardie,essa riporta alle indagini sui colori, alla sezione dell’arcobaleno, luce trasformata in sezioni luminose, trame di colore, intrecciate avvinghiate, strette e perfette solo come la natura può donare, e perfette solo nella loro imperfezione quando l’uomo cerca di tradurle. Ottima interpretazione del riflesso, di luce, di vita. Ilaria Simeoni - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Giovane artista autodidatta milanese, Paolo Piacentini è diplomato in Vetrata artistica e Mosaico presso la Scuola Superiore di Arte Applicata all’Industria del Castello Sforzesco di Milano. Ed il tema del vetro è infatti presente in realizzazioni in cui Piacentini presenta una realtà velata, ribaltata e celata dietro i frammenti e le luminescenze di paste vitree abilmente riprese pittoricamente. Poliedrico e multimaterico, il lavoro di questo giovane sembra dare connotazione contemporanea a più antichi richiami espressionisti ed avanguardistici di artisti ormai storici come Munch (nella serie "Radici figurative") o Schifano (in "Radici astratte"). In Piacentini si denotano dunque, oltre ad una buona capacità tematico-compositiva, anche conoscenze grafico-artistiche ben definite e strutturate, che permettono all’artista di essere apprezzato dal pubblico privato e dal collezionismo contemporaneo della sua città. |